Le pellitzas o pelizzas di Pattada

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QUEST’OGGI vi vorrei raccontare questa pasta, si chiamano le Sas Pellitzas o Sas Pellizzas, sono originarie di Pattada e grazie alla manifestazione Time in Jazz di Paolo Fresu, nel suo tour itinerante in questi borghi bellissimi della Sardegna possiamo non solo ascoltare le spettacolari note al pianoforte di Dino Rubino, ma anche apprezzare questa ricetta di questo paesino arroccato ai suoi 778 metri sul colle di San Gavino.

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Ogni territorio in Italia ha qualcosa da regalare e qui in questo paesino di oltre 3000 abitanti, raggiungibile da Olbia passando per Berchidda,  quindi Oschiri. siamo già in provincia di Sassari e non Tempio-Olbia, però in pieno territorio lugodorese che ha anche una propria versione della lingua sarda. Qui nasce questo semplice tipo di pasta, senza fronzoli condita da un qualcosa di molto maschio e duro come è questo territorio. La dolcezza e sobrietà unita alla maschia essenza.

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Tante mani sono da ore al lavoro per preparare questa specialità che verrà poi servita, noi vediamo solo gli ultimi passaggi al banchetto allestito nella piazzetta antistante . E’ un opera che richiede abbastanza pratica e laboriosità. Molto semplice da preparare perché sono un impasto di farina di semola, acqua e sale.  

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Donne, uomini e bimbi sono a fianco al tavolo a preparare la fase finale di questa pasta che è stata preparata anzitempo.

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Molto semplice, ma anche molto professionali devono essere le mani che la lavorano seguendo esatti dettami.

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All’inizio la is deve preparare come è normale disponendo la farina sarda di semola mettendola a fontana sul tagliere, unirci quindi leggermente l’acqua intiepidita con la mano sinistra ed intanto nel mentre con la destra rapidamente si riunisce la restante farina intorno alla massa più morbida che si sarà contemporaneamente formata. Questo fino all’esaurimento dell’acqua e fino a che la farina non sarà bene intrisa.

pellizzas 3Quindi si lavorerà la pasta che si sarà formata amalgamata in toto, si avrà cura di pigiarla ed estenderla al fine che essa diventi liscia e indurita. Una cosa importante è il giusto uso di rapporto acqua con la farina nel modo che non sia troppo tenera, ma che rimanga sostenuta.

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Oltre a chi sta lavorando la pasta, tantoche è rapida la cosa specie nella parte finale si deve disporre di un pentolone dove vi sia l’acqua che allo stato di ebollizione possa scottare e cuocere allo stesso tempo le piccole strisce opportunamente lavorate in precedenza.

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Dal pane di pasta che si avrà avuto modo di coprire con un telo per mantenerlo in un habitat coerente,  con le mani inumidite si staccano i pezzetti che con un movimento di schiacciamento del pollice ed indice si provvederà a formare dischetti conclavi oppure strisce che poi verranno successivamente buttate nell’acqua.

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Prenderà un tempo di 8 / 10 minuti la cottura, per questa pasta liscia e callosa.

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Con cosa le si accompagnerà. Essendo una ricetta povera nel passato quello che si aveva si metteva come carne, ma anche sugo di pomodoro e ricotta.

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